Trento

Trento (Trento) - Italia
Tipo di campo
località d'internamento
Fonte: AC00161
Tipologia di internati
Internati protettivi
Fonte: AC00161
"Allogeni" della Venezia Giulia
Fonte: AC00226
Alle dipendenze di
Ministero dell'Interno
Storia

APPUNTI PER LA SCHEDA

 

Un documento del 28 ottobre 1942 ci informa che a Trento presso l'Albergo San Marco sono alloggiate undici donne slovene definite come internate protettive. La spesa giornaliera per il loro mantenimento è di lire 40 ciascuna. Sei di loro hanno chiesto e ottenuto anche un sussidio di lire 100 per spese personali (vedi AC00161).

 

Qualche mese più tardi, esattamente dal primo gennaio 1943, due internate - Maria Novak e Vittoria Jzlakr in Howlicek

 

Il primo giorno di giugno del 1943, un'altra internata protettiva - Anna Pecek, di cui sappiamo essere nata a Skulic - ha trovato occupazione presso lo stabilimento di Gordolo della Caproni (fabbrica di armamenti?). Inoltre, Anna Pecek si è trasferita in un alloggio privato con il figlio di due anni e in compagnia di un'altra internata, Maria Hirschegger. (vediAC00162).

 

Così, alla fine di giugno del 1943, rimangono ancora alloggiate presso l'Albergo San Marco di Trento altre quattro internate slovene proteggende (dal conto ne mancano quindi 3, rispetto al documento di ottobre 1942) (vedi sempreAC00162).

 

Ma le spese e i sussidi concessi alle slovene internate protettive appaiono al Ministero degli Interni, anche se in maniera assai tardiva, eccessive. Così, il 12 luglio del 1943 (vedi AC00165), la Direzione Generale dei Servizi di Guerrarichiama la prefettura di Trento al rispettare i parametri stabiliti con la circolare del 18 giugno 1942 (vedi P109). Criteri molto meno generosi di quelli fino ad allora elargiti.

 

Ma a Trento sono inviati anche internati a scopo repressivo. E' il caso, ad esempio,  di Giacomo Vhr, di sua moglieMaria Gaspersich e dei loro figli Antonio ed Emilia. "I predetti vennero internati in seguito ad operazioni di polizia militare eseguita nella zona di Rattacevo nel luglio del 1942, la loro casa di abitazione rimase distrutta" (vedi AC00443).



Come si può leggere in maniera più accurata nella istanza di liberazione avanza dalla figlia Stefania Vrh residente a Trieste (vedi AC00444), la famiglia proviene da Ratacevo in Monte (Ratečevo Brdo), e le cause della distruzione della loro abitazione possono essere facilmente immaginabili. Scopriamo anche che gli internati sono alloggiati presso l'albergo La Mostra di Trento.



In ogni caso, gli internati non sono considerati particolarmente pericolosi, e dopo il parere favorevole della prefettura di Trieste (vedi AC00445), il Ministero dell'Interno concede il nulla osta per il trasferimento della famiglia Vrh da Trento a Trieste (vedi AC00446).



Ancora nell'agosto del 1943 - quindi durante i 45 giorni del governo Badoglio - arrivano a Trento provenienti da Lubianaaltri internati protettivi. Si tratta probabilmente di una famiglia composta da 5 persone, tutte residenti a Rudnik: Giovanni Meznar e Elena Dragar, con i ragazzi Giuseppa, Stanislao e Antonia. Vengono alloggiati anche loro presso l'Albergo Alla Mostra e, dice il documento, convenientemente vigilati (vedi AC00163).

 

Almeno una delle internate protettive è ancora presente a Trento nel dicembre del 1944. Si tratta di Maria Novak, la quale chiede che le venga ancora riconosciuto il sussidio (vedi AC00164). 

 

A Trento (o in una località della provincia) è internato per un certo periodo anche Luigi Stegu. In realtà il suo cognome èStegel ed è nato a Bitigne di Sopra (Gornja Bitnja), una località di Monte Chilovi (Kilovče) il 23 marzo 1921.Stegel (o Stegu) fa quindi parte della minoranza slovena della Venezia Giulia, è un cosiddetto "allogeno", mandato all'internamento a Trento perché ha un parente tra i ribelli (vedi AC00226).

 

Ma Stegu, in quanto cittadino italiano, deve anche presentarsi al servizio militare, e quando non lo fa viene prontamente denunciato al Tribunale militare di Trieste (vedi ancora AC00226).

 

Nel chiedere informazioni alla Questura di Trento, quella di Trieste scopre due cose: che alcuni parenti di Stegu sono a loro volta internati nel comune di Malnate, ma soprattutto che Luigi Stegu non si trova più all'internamento a Trentobensì nella sua residenza a Primano Carnaro (Prem) (vedi AC00227).

 

Un ultimo documento della Questura di Trieste ci fa sapere che Luigi Stegu, di mestiere cameriere, già internato aTrento, è stato arruolato ed avviato al 127esimo Reggimento di Fanteria a Pistoia (vedi AC00228).

 

Nel gennaio del 1945, Il Ministero dell'Interno con sede a Valdagno - nella Repubblica di Salò - informa il colonnello Kappler che a Trento è internata la cittadina francese (ariana) Germana Coquel, nata ad Arraz il 18 novembre del 1898 (vedi AC01592).



note

La nostra ricerca sulle località di internamento è ancora in corso (2013)


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