Castello di Godego

Castello di Godego (Treviso) - Italia
Tipo di campo
località d'internamento 27/07/1942 01/02/1944
Fonte: AC00194 AC00178
Alle dipendenze di
Ministero dell'Interno
Numero internati
7
Fonte: AC00184
Numero complessivo di internati
7
Fonte: AC00674
Storia

Nel comune di Castello di Godego, in provincia di Treviso, viene internata una famiglia di 7 persone proveniente da Prezid, uno dei villaggi del Gorski Kotor (Jugoslavia) distrutti dall'esercito italiano nella primavera del 1942 nel tentativo di fare terra bruciata attorno al movimento partigiano. Di solito le case venivano distrutte e la popolazione deportata (citare qualche fonte bibliografica).

 

La famiglia Ozbolt (o Osbolt) è composta da sette persone: il capofamiglia Daniele, nato nel 1882, sua moglie Giovanna Zagar, nata nel 1888. Assieme a loro ci sono Ozbolt Giovannina, Antonia, Maria, Filippa e Boso (vedi AC00674 anche se il documento è un po' confuso con le date e le parentele, quindi da verificare))

 

Arrivano a Treviso assieme ad altri internati provenienti dal campo di concentramento di Lovran (Laurana) il 27 giugno del 1942 (vedi AC00194) e vengono assegnati ad altri comuni della provincia (Casa di Ricovero Umberto I di TrevisoPortobuffolé, Revine Lago, Vazzola, Riese e Onè di Fonte (vedi sempre AC00674).  

 

La famiglia Ozbolt viene alloggiata in "una casa a muri vuoti" (vedi AC00183), ma nell'agosto del 1942 il podestà di Castello di Godego, tal Simonetto, afferma che: "la spesa per l'acquisto di letti, materassi e lenzuola sarebbe troppo rilevante per cui si ritiene opportuno rinunciarvi potendo gli internati continuare a dormire sulla paglia" (vedi AC00184).

 

Si propone quindi l'acquisto di 7 coperte, una tavola di abete, 6 sedie, 2 pentole e così via, fino a 6 cucchiai e 6 forchette, per una spesa complessiva di lire 1.202. Il Ministero approva la spesa (vedi AC00185).

 

Altri parenti della famiglia Ozbolt sono internati in Italia. Filippa e Antonietta Ozbolt chiedono di poter fare visita alla madre e alla cognata Giovanna Urbika e Zora Ozbolt, internate a Pedavena, in provincia di Belluno (vedi AC00195 e AC00196).

 

Non sappiamo se la prefettura di Belluno abbia o meno concesso il premesso per la visita, ma in una lettera informa la prefettura di Treviso che le internate non si trovano più a Pedavena, perché nel novembre del 1942 sono state trasferite presso la Casa di Ricovero di Cortina d'Ampezzo (vedi AC00186).

 

L'internamento degli Ozbolt a Castello di Godego continua anche dopo il 25 luglio e l'8 settembre del 1943.

 

Il capofamiglia chiede, inutilmente, alla fine di agosto 1943 - dopo la caduta del fascismo - di essere rimpatriato (vedi AC00214). Cosa che avverrà però solamente il primo febbraio del 1944, in seguito agli accordi tra la Repubblica Sociale Italiana e la Legazione Croata in Italia (vedi AC00178). 

 

Dall'elenco dei rimpatriati, manca il nome di Filippa Ozbolt, della quale ignoriamo la sorte.


note

La nostra ricerca sulle località di internamento è ancora in corso (2013)


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