Pisticci

Pisticci (Matera ) - Italia
Stato della ricerca
Tipo di campo
campo di concentramento aprile 1939
Fonte: DCV09
Funzione
internamento aprile 1939
Fonte: DCV09
lavoro coatto
Fonte: CAP01
Tipologia di internati
Politici italiani
Fonte: CAP01
Civili jugoslavi
Fonte: DRE13
Alle dipendenze di
Ministero dell'Interno
Fonte: DCV09
Direttore
commissario di pubblica sicurezza Gabriele Crisciuoli
Fonte: CAP01
Corpo di guardia
50 Agenti di Pubblica Sicurezza, 154 uomini della Milizia, 100 Carabinieri
Fonte: CAP01
Numero internati
433 31 agosto 1938
Fonte: CAP01
Descrizione

Otto capannoni in contrada Caporotondo, dopo un primo tempo recintati col filo spinato e paletti di legno, assieme a torri di avvistamento (Cfr. CAP1, p. 28 s.).


Storia

Pisticci viene considerato primo campo di concentramento italiano, nato a seguito del incarico del Ministero dell’Interno del marzo 1937 a Ercole Conti di individuare luoghi per campi di concentramento sulla terraferma italiana.

 

Gli internati sono costretti al lavoro coatto presso la ditta di Eugenio Parrini, imprenditore romano, che ottiene diversi appalti per la costruzione di campi di concentramento, a scopo di bonificare una area di 25 chilometri quadri in contrada Bosco Salice al uso agricolo. Inizialmente gli internati devono costruire però il campo stesso di Pisticci, disegnato dalla ditta di costruzione “Eugenio Parrini e Figli” così come il villaggio Marconia per residenti dell’area.

 

Il lavoro coatto deve servire secondo i piani del regime a rieducare oppositori del regime, perciò Pisticci viene considerato da storici come Osti Guerrazzi e Di Sante anche Arbeitserziehungslager (campo di rieducazione).

 

Gli internati ricevono un compenso di 11 Lire al giorno. In più gli viene promesso di ridurre il tempo di internamento di 4 mesi per ogni anno di lavoro (Cfr. CAP1, p. 26-30 e 82 s.; OST1, p. 181 s.).