Sant'Agostino - Località di internamento

Sant'Agostino (Ferrara) - Italia
Tipo di campo
Località d'internamento

 

Storia

Il 9 gennaio 1943, il prefetto di Ferrara comunica al Ministero dell'Interno che sono giunti a Sant'Agostino gli sloveni Dragutin Petrovic, Albina Grabar e Maria Petrovic. I tre, continua il prefetto, vengono sottoposti alle prescrizioni relative ai congiunti di ribelli e opportunamente vigilati (AC00429).

 

La famiglia di internati proviene da Treviso, esattamente dalla locale Casa di Ricovero Umberto I (AC00674) dove, nell'estate del 1942 era stata reclusa assieme a diversi altri abitanti di Podhum deportati in Italia dopo la strage e la distruzione del villaggio1.

 

Dragutin Petrovic e sua moglie Albina Grabar risultano entrambi nati a Podhum, lui nel 1915 lei nel 1913

Maria, la loro figlia, quando arriva a Sant'Agostino ha da poco compiuto due anni essendo nata il 23 dicembre del 1940.

 

Il 6 giugno 1944, il capo della provincia di Ferrara comunica al Ministero dell'Interno della RSI che le "tre famiglie internate nel comune di S. Agostino, a seguito del nulla osta della Questura di Fiume, sono partite [per i loro comuni di origine] il 5 aprile scorso" (AC02101).

 

Segue un elenco nominativo di 15 persone. Oltre alla famiglia di Dragutin e Albina, ora composta da quattro persone (essendo nata un'altra figlia cui è stato dato il nome Dina2), a Sant'Agostino era internata anche tale Anna Petrovic assieme a tre figli, oltre a Giacomo Grabar, sua moglie Pierina Vicic e i loro cinque figli.

 

Secondo un altro documento, nel maggio del 1943 a Sant'Agostino erano presenti 34 internati, tutti originari di Podhum3 (AC02119).

 

Giovanni Grabar, uno dei cinque figli di Giacomo e di Pierina Vicic, nel 1994 ha compilato un formulario curato dalla Croce rossa croata grazie al quale veniamo a sapere che nel luglio del 1942, quando aveva 12 anni, fu catturato (probabilmente con la famiglia) nel villaggio di Podhum. Successivamente, durante il periodo di internamento a Sant'Agostino, Giovanni Grabar afferma di aver lavorato presso il panificio di Lodovico Minarelli (CRI0014).

 

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1 Podhum è il luogo in cui il 13 luglio del 1942, come forma di rappresaglia per l'uccisione dei maestri elementari italiani Giovanni e Franca Renzi, vennero fucilati in una cava nelle vicinanze del paese 108 maschi (127 secondo altre fonti), date alle fiamme e distrutte 370 abitazioni e altri 127 edifici, e internato tutto il resto della popolazione, ossia 889 persone (vedi, tra gli altri, Giacomo Scotti, 2012, pp. 226-7)

 

2. Dina Petrovic, di Dragutin e Albina Grabar, è nata all'ospedale di Cento (Ferrara) il giorno 17 luglio 1943 (Certificato di nascita del Comune di Sant'Agostino)

 

3. Nel documento è riportato anche il nome di Maria Grabar, residente a Sant'Agostino ma nata a Cento (Ferrara) il 4 aprile del 1943 (certificato di nascita del comune di Cento, dove è riportato il nome dei genitori: Eva Ban e Natale [Brozidar] Grabar).


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