Assab - Campo di concentramento

Assab - Eritrea
Tipo di campo
Campo di concentramento
Fonte: TAD1

 

Storia

Il campo di Assab viene utilizzato dall'Italia liberale a partire dal giugno 1898 fino al febbraio 1899 come colonia penitenziaria per prigionieri politici italiani. I detenuti sono obbligati anche a lavorare (cfr. Marco Lenci, 2004, pp. 77-120).

 

Il campo di concentramento di Assab viene riutilizzato dal regime fascista. Vi sono stati internati italiani ed eritrei. Durante la preparazione della guerra di aggressione contro l’Etiopia, Assab viene utilizzato anche per le cosiddette “campagne speciali di rieducazione sociale”. Vengono internati lavoratori civili italiani che sono stati fra i 63 mila lavoratori impiegati nella costruzione delle infrastrutture utili per la guerra. Angelo Del Boca cita il responsabile dell’Ufficio operai del governo di Asmara, Guido Battaglini, in confronto a un gruppo di operai “pervasi da reminiscenze marxiste” che protestavano contro l’impiego continuo di dieci ore al giorno sette giorni la settimana. “Li avevo visti pallidi come morti quando li ho minacciati di mandarli a lavorare ad Assab, che era un campo di concentramento per quei pochi che abbandonavano il lavoro, si ubriacavano abitualmente o, comunque, si mostravano riottosi” (DEL3, 1979, p. 295).

 

T.T., nato in Eritrea nel 1920, è stato intervistato ad Asmara da Irma Taddia nel giugno 1993. Ha testimoniato che molti eritrei oppositori al regime italiano sono stati internati nei campi di concentramenti Nocra e Assab. «Durante il colonialismo italiano c’e stata anche opposizione; c’erano diversi capi che protestavano, e che poi sono stati arrestati e relegati in penitenziari nelle isole Dahlak, o anche a Assab. Molti non sono più tornati; io non ho dei particolari, ma tutto il mondo lo sa che gli oppositori e coloro che facevano attività politica sono stati relegati nelle isole. Anche la mia famiglia era contraria agli italiani. Mi ricordo, quando io avevo sette anni, mio padre venne arrestato e confinato ad Assab, per ragioni politiche. Fu relegato un anno e dopo numerose preghiere e in seguito all’intervento dei capi del monastero del Bizen fu infine rilasciato» (Cfr. Irma Taddia, 1996, p. 84s.).

 

S.A.M., nato in Eritrea nel 1915 ed intervistato ad Addi Caieh da Irma Taddia nel febbraio 1994, testimonia che ad Assab sono morti molti internati: «Chi sbagliava veniva imprigionato ad Assab o Nocra dove moriva perché le condizioni di vita allora ad Assab non erano come ora, erano molto peggiori. Ahmed Umar, Ahmed Aka, scium Ali, Ibrahim Ismail, haji Ismail, Umar Gayia tutti questi sono morti» (Cfr. Irma Taddia, 1996, p. 155).


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