Renicci

Renicci, località nel comune di Anghiari (Arezzo) - Italia
Tipo di campo
campo di concentramento da ottobre 1942
Fonte: DPG20
Funzione
internamento
Tipologia di internati
Civili eritrei
Fonte: TAD1
Civili sloveni
Fonte: DRE01
Alle dipendenze di
Regio Esercito. II Armata
Fonte: DRE04
Comandante
Giuseppe Pistone Colonnello
Fonte: DRE04 DRE05
Numero internati
3.950 (numero complessivo) il 29 dicembre 1942
Fonte: DVA35
3.865 (numero complessivo) il 1 febbraio 1943
Fonte: DVA36
3.183 (numero complessivo) il 1 aprile 1943
Fonte: DVA37
3.380 (numero complessivo) il 1 maggio 1943
Fonte: DVA38
3.246 (numero complessivo) il 1 giugno 1943
Fonte: DVA38
3.888 (numero complessivo) il 1 luglio 1943
Fonte: DVA40
3.884 al 16 dicembre 1942 (totale)
Fonte: DCC08
2245 internati complessivi a febbraio 1943
Fonte: DRE02
Destinazione internati

LA SCHEDA E' IN FASE DI COMPILAZIONE

 

 

Il 9 settembre 1943 gli internati di Renicci chiedono di prendere possesso delle armi e del controllo del campo, in modo da potersi difendere in caso di attacco da parte dei tedeschi. Dopo il rifiuto da parte del comando italiano, gli internati organizzano una manifestazione che viene dispersa da alcuni colpi sparati dalle guardie. In questo episodio rimangono feriti quattro internati. 

 

Dopo questo violento episodio, a partire dal 10 settembre, in accordo con la Questura di Arezzo, il comandante del campo inizia la graduale liberazione (non più di 150- 200 prigionieri al giorno), ma ad uscire dal campo solo solo gli internati politici italiani, e non quelli sloveni e croati.

 

Il 14 settembre si avvicinano al campo due autoblinde tedesche e nel campo scoppia il panico. Le guardie fuggono, gli internati abbattono i reticolati e si riversano in tutte le direzione. In quel momento nel campo di concentramento di Renicci ci sono più di 4.000 internati. All'interno rimangono solo gli ammalati (crf. Carlo Spartaco Capogreco, 2003, pp. 67-71; e Daniele Finzi, 2004, pp. 75-85).

 

Nei giorni seguenti, le truppe tedesche catturano e riportano al campo di concentramento di Renicci circa 700 persone. Lo testimonia Stojan Trošt in una intervista raccolta da Carlo Spartaco Capogreco l'11 novembre 1998 a Lubiana (cfr. Carlo Spartaco Capogreco, 2003, pp. 124-126). Racconta Stojan Trošt: "Circa 700 ex internati di Renicci fuggiaschi siamo stati presi e riportati nel campo. E, il 23 settembre 1943, rinchiusi in carri bestiame, siamo stati deportati in Germania attraverso il Brennero. Per tutto il viaggio, solo una volta ci è stato dato un pezzo di pane e un po' d'acqua. Poi, giunti a Norimberga, siamo stati trattenuti per una decina di giorni in un campo per prigionieri di guerra russi. Ma quando i tedeschi hanno compreso che eravamo internati politici, ci hanno affidato alla Gestapo che, l'8 ottobre 1943 ci trasferiva nel campo di concentramento di Flossenbürg, in prossimità dell'ex confine tedesco-slovacco. Da lì, con ulteriori trasferimenti, siamo finiti nel campo di Buchenwald ed in quello di Dora, dove io - uno dei sopravvissuti - venni liberato nell'aprile del 1945".

 

In un documento del 1944 (purtroppo incompleto) è riportata una lista di cittadini del comune sloveno di Polhov Gradec internati in Italia e deportati in Germania dopo l'8 settembre del 1943. L'elenco comprende 29 nomi, tutti internati a Renicci (tranne il caso di Skopec Giovanni, detenuto nel carcere di Sulmona e deportato il 13 ottobre 1943 nel campo di concentramento di Dachau e successivamente trasferito al KZ di Buchenwald).

 

Secondo i documenti dell'ITS di Bad Arolsen, Franc Končan, Jakob Belec, Stefan Ambrožič, Franc Ambrožič, Jozef Ambrožič, Andrej Kozjek, Franc Zdešar, Feliks Slovša, Anton Malovrh, Anton Kovač, Gregor Osredkar, Anton Krvina, Anton Jesenovec, Pavel Jarca, Ivan Leben, Janez Setnikar, Jakob Koprivec, Janez Peklaj, Jakob Končan, Franc Osredkar, Franc Božnar, Alojzij Založnik, Anton Rihar (nato nel 1893), Anton Rihar (nato nel 1920) e Franc Končan, l'8 ottobre 1943 vengono internati dalla Staatspolizei Nürnberg (Polizia di Stato di Norimberga) nel campo di concentramento di Flossenbürg.

 

Pochi giorni dopo, esattamente tra il 20 e il 21 ottobre, quasi tutti i deportati vengono trasferiti al campo di concentramento di Buchenwald.

 

Rimangono a Flossenbürg, Jozef Kucler che, secondo i documenti dell'ITS, muore nello stesso campo a causa di un'insufficenza cardiaca il 12 maggio 1944 (dai documenti si apprende anche che Kucler prima di Renicci, era stato internato anche nel campo di concentramento italiano di Rab)1; e Ivan Peklaj, trasferito il 7 marzo 1944 dal KZ Flossenbürg/Kommando Dresden al KZ Flossenbürg (Campo principale Hauptlager), poi, il 9 marzo 1944. trasferito al KZ Mauthausen/Kommando Gusen, infine il 29 novembre al KZ Dachau2.

 

Altri due documenti conservati all'archivio di Stato della Slovenia, ci aiutano a comprendere meglio il percorso di deportazione in Germania degli internati sloveni del campo di concentramento di Renicci. Sono due schede individuali, compilate dai sopravvisuti alla fine della guerra, al momento del loro rientro in patria. Si tratta di Jakob Koprivec (internato a Rab, Renicci, Nürnberg, Flossenburg, Buchenwald, Laura, Dora, Ellrich, Harzug (?) e Bergen Belsen);  e Anton Rihar (Rab, Renicci, Nürnberg, Flossenburg, Buchenwald, Laura, Dora, Ellrich e Belsen).

 

Laura è un campo satellite di Buchenwald. Aperto nel settembre del 1943, un mese dopo conta 868 internati, sfruttati per la costruzione di gallerie sotterranee dove si sperimenta il motore propulsore di nuovi missili da guerra. A Laura, oltre a Koprivec e Rihar, vengono internati anche altri deportati da Renicci: Franc Božnar e Gregor Osredkar muoiono nel campo di Laura tra febbraio e marzo 19443.

 

Anche Dora è un sottocampo di Buchenwald, ma molto più grande di Laura. A dicembre del 1943 vi sono internati più di diecimila uomini, impiegati in pesantissimi lavori di costruzione di una fabbrica sotterranea di missili. Franc Končan - il primo nome della lista degli abitanti di Polhov Gradec deportati da Renicci in Germania - vi muore il primo aprile del 19443.

 

 

1. Fonti: Effektenkarte KZ Flossenbürg, 1.1.8.3, 10924090, Liste der Verstorbenen der Gemeinde Flossenbürg, 2.1.1.1, Ordner 1273, 70142522 ITS Digitales Archiv, Korrespondenzakte T/D-922309 ITS-Archiv]

 

2. Fonti: Zugangsliste KZ Flossenbürg, 1.1.8.1, Ordner 28, 10798759 ITS Digitales Archiv, Rücküberstellungen KZ Flossenbürg, 1.1.8.1, Ordner 55, 10803147 ITS Digitales Archiv, Transportliste KZ Flossenbürg, 1.1.8.1, Ordner 42, 10800465 ITS Digitales Archiv, Überstellungsliste KZ Mauthausen/Gusen, 1.1.26.1, Ordner 209, 1311137 ITS Digitales Archiv, Einwohnermeldeamt Nürnberg, 2.1.1.1]

 

3. fonte: Memoriale di Buchenwald http://totenbuch.buchenwald.de


Storia

SCHEDA DA COMPILARE E DOCUMENTI DA ORDINARE PER DATA


note

numero deceduti dal 1 gennaio al 31 maggio 1943 in DVA09

internati ammalati da Castello Sereni in DRE09


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